Digital Library LIMI

Memoria e memorie dalle istituzioni manicomiali imolesi

Il progetto

Questo portale nasce dall’esigenza di riportare alla luce una selezione di tracce documentarie che ci accompagnano attraverso la storia manicomiale imolese, alla ricerca del “minuscolo singolare” di cui parla Arlette Farge in uno dei suoi saggi: fotografie, lettere, disegni, piante, possono essere letti anche e soprattutto come tracce di persone, pratiche, relazioni, oltre che come prodotti delle istituzioni manicomiali stesse.

 

Il portale è un’appendice virtuale del Laboratorio museale sulle istituzioni manicomiali imolesi - LIMI, collocato presso il padiglione 12 dell’Osservanza di Imola ed è progettato come un ambiente digitale in evoluzione: nel tempo verrà ampliato con nuovi contenuti, ulteriori nuclei documentari e descrizioni archivistiche più dettagliate, in dialogo con l’allestimento museale del LIMI e con le attività di ricerca, raccolta e partecipazione avviate sul territorio.

 

I fondi  

 

Il portale mette a disposizione una selezione di documenti che permettono di attraversare la storia manicomiale imolese da punti di vista diversi, intrecciando varie tipologie documentarie.

 

Gli Archivi dei Manicomi imolesi comprendono l’Archivio del Manicomio di S. Maria della Scaletta di Imola (1841–1986) e l’Archivio del Manicomio provinciale di Bologna in Imola (1900–1952). Nel portale se ne propone una selezione essenziale, composta soprattutto da cartelle cliniche digitalizzate e da fotografie di degenti, che offre un primo avvicinamento alla struttura e ai contenuti dei fondi. 

 

Le Carte Gastone Maccagnani presentano i disegni realizzati dagli ospiti del manicomio e raccolti dal medico che negli anni Sessanta lavorò nelle istituzioni manicomiali imolesi. L’Archivio Giulio Cesare Ferrari, invece, conservato presso il Centro di ricerca ASPI – Archivio storico della psicologia italiana dell’Università di Milano-Bicocca, documenta l’attività dello psichiatra e psicologo tra Imola e Bologna. Carteggi, scritti, materiali istituzionali e fotografie restituiscono l’intreccio fra direzione manicomiale, ricerca e impegno riformatore, dalle iniziative del Patronato dei pazzi poveri e della Colonia libera per i minori fino alla Colonia agricola di San Luca; nel portale sono proposti alcuni servizi fotografici che ne illustrano spazi, pratiche e soggetti coinvolti.

 

Le Carte Ivanna Pratili offrono una selezione di fotografie prodotte da un’infermiera dell’Ospedale psichiatrico dell’Osservanza, con immagini in prevalenza del personale sanitario e dei dipendenti. Questo piccolo fondo consente di osservare il contesto umano e lavorativo dell’istituzione in una fase di cambiamento del sistema assistenziale. 

 

Il fondo del Centro di Relazioni Umane di Bologna si compone di una selezione di fotografie che documentano protagonisti e iniziative di un’esperienza di pratica non‑psichiatrica e di cura relazionale, ruotando intorno alla figura essenziale dell’antipsichiatra Giorgio Antonucci.

 

La sezione dedicata a Massimo Golfieri presenta fotografie tratte dalla sua lunga ricerca sulle istituzioni manicomiali imolesi, con particolare attenzione proprio  al lavoro di Giorgio Antonucci. Dal progetto “Esterni in interno”, centrato sugli spazi e sulle relazioni quotidiane, alle immagini della progressiva dismissione dei reparti e della distruzione di Villa dei Fiori nel 2010, gli scatti offrono una lettura visiva del lento mutamento dei luoghi della reclusione psichiatrica. 

 

L’archivio di “E pas e temp” è presente nel portale con una selezione di fotografie prodotte dall’associazione. Le immagini seguono in particolare la dismissione del complesso dell’Osservanza e i processi di trasformazione degli spazi, nel quadro dei percorsi di deistituzionalizzazione successivi alla riforma basagliana. 

 

Infine, dall’Archivio storico del Comune di Imola sono tratte alcune piante della città e dei suoi edifici, tra cui il Manicomio dell’Osservanza, che consentono di collocare le istituzioni psichiatriche nel tessuto urbano e nelle trasformazioni della città nel lungo periodo. In dialogo con gli altri fondi, questi materiali contribuiscono a integrare la storia manicomiale nella storia amministrativa e territoriale di Imola.